la storia di palermo, dai primi abitanti ad oggi

Il dominio spagnolo
Così la Sicilia, sotto Alfonso d'Aragona, divenne una vera e propria provincia spagnola, concepita soltanto in funzione degli interessi fondamentali della Spagna. Egli, dopo avere conquistato anche il regno di Napoli, si nominò re delle "due Sicilie" e si dedicò alla costruzione di palazzi, chiese e case.
Ma il fiorire di opere pubbliche era in contrasto col declino economico dell'isola. Palermo subì un impoverimento talmente grave da condizionare il futuro sviluppo della città.
Durante il governo spagnolo si successero sessantotto vicerè col compito di proteggere i privilegi della corona spagnola, mantenendo equilibrio tra il sovrano e i baroni siciliani.
I vicerè nominavano i presidenti delle tre camere del Parlamento: la camera del potentissimo clero, la camera dei baroni e quella reale.
Queste tre forze dominanti soffocavano sempre più il popolo con tasse, tributi e pessima retribuzione del lavoro, mentre la corruzione dilagava fra i funzionari, i giudici e la polizia.
E' durante la dominazione spagnola, nasce in Sicilia la malavita organizzata che poi ha portato alla mafia.
Le terre, poco produttive per la mancanza d'acqua, furono via via abbandonate e l'intera isola, un tempo granaio d'Europa, cominciò a patire periodiche e terribili carestie.
Ma la totale sottomissione della Sicilia, e di Palermo in particolare, si ebbe quando, nel 1487, gli spagnoli inviarono gli inquisitori.
La Sacra Inquisizione si installò nel Palazzo Steri, un tempo dei Normanni, dove istituì il Tribunale del Sant'Uffizio o dell'Inquisizione, dove trovarono la morte centinaia e centinaia di presunti eretici e di certi nemici della Spagna.
A primo piano vennero costruite le carceri e al piano terreno le camere di tortura (il tribunale è stato abolito nel 1782 ed il Palazzo è oggi sede del Rettorato dell'Università di Palermo).
Intanto con feste, processioni, giochi pubblici e sfarzosi ricevimenti si tentava di far dimenticare al popolo la disperazione e la fame.
La situazione si aggravò dalla diffusione del brigantaggio e dalle incursioni barbaresche alle quali fece fronte Carlo V, un Asburgo d'Austria, che nel 1535 giunse vittorioso a Palermo, entrando nella città dalla porta del Sole, edificata con le gigantesche figure dei Barbareschi vinti, che poi divenne Porta Nuova.
Ma l'imperatore deluse le aspettative dei palermitani e, alla sua morte, prima Filippo II e poi Filippo III riportarono Palermo e la Sicilia tutta in condizioni economiche gravissime.

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