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Palazzina Cinese
Nel dicembre del 1798, in fuga da Napoli (ove regnava col nome di Ferdinando IV), Ferdinando III di Borbone e la moglie Maria Carolina sbarcarono a Palermo, ben accolti dalla nobiltà cittadina.
Il re, amante della caccia, volle subito acquistare dei terreni, per costruirvi una riserva venatoria: con l’uso dell’esproprio, riuscì a realizzare un bel parco di 400 ettari, che fu chiamato la Reale Tenuta della Favorita.
In una delle proprietà acquisite, c’era una fantasiosa casina, di forme vagamente cinesi: il re decise di ingrandirla e di abbellirla, per farne la sua residenza, e affidò l’incarico all’architetto G. Venanzio Marvuglia.
Il risultato, rispettoso delle linee originarie della costruzione, è una palazzina orientaleggiante, in cui si nota la tendenza neoclassica del progettista.
L’edificio si articola su tre piani e un seminterrato.
La facciata mostra un portico centrale con sei colonne a semicerchio, sovrastato da una terrazza. La parte centrale dell'edificio culmina con una costruzione ottagonale ed una copertura a pagoda, chiamata Specola o Stanza dei Venti.
Le ali laterali, più basse, hanno due terrazzi con strane travature traforate.
Il carattere curioso della Palazzina si riscontra anche nei suoi colori: ocra, verde e rosso.
L’interno mostra il tipico arredamento e mobilio dell’epoca, ed una raccolta di stampe e sete cinesi ed inglesi.
Molto orientali sono i campanellini sopra le cancellate, che oscillano al vento, mandando il caratteristico suono.

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